Stare piantati saldamente nella casa del Signore

Un giorno una parola – commento a Salmo 92, 13-14

Quelli che sono piantati nella casa del Signore fioriranno nei cortili del nostro Dio. Porteranno ancora frutto nella vecchiaia; saranno pieni di vigore e verdeggianti
Salmo 92, 13-14

Gesù dice: «Io vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno vi toglierà la vostra gioia»
Giovanni 16, 22

Cos’è il bene e cosa è il male? Di fronte ai cambiamenti convulsi cui hanno assistito le nostre generazioni, ci si sente sempre più disorientati. La mole delle informazioni alla quale siamo sottoposti e la velocità con cui viaggiano ci rendono sempre più facilmente manipolabili. È sempre più prezioso riuscire a darci un orientamento. Certo, riconoscere il vero dal falso non è mai stato facile, e tra i fake famosi troviamo la cosiddetta “donazione di Costantino”, documento attribuito alla mano dell’imperatore del IV secolo, in realtà datata tra l’VIII secolo e il IX, con cui veniva giustificato il potere temporale della chiesa di Roma, sbugiardata già da Valla nel 1440. Più di mille anni di inganno! 

Oggi spesso si viene catturati in vere “bolle” comunicative, in cui passano notizie filtrate e falsate, oppure ci si rende conto di aver preso una strada sbagliata, e non si ha più il coraggio di ammettere l’errore e tornare indietro. L’ottimismo ci suggerisce che, se cresce la mole dei falsi, aumentano anche l’attenzione e la possibilità di documentazione. Tutto vero, ma la sensazione di caos e disorientamento confonde e fa soffrire, riempie di paura. Porta a passioni tristi, come diceva Spinoza, e come gli fa eco il filosofo argentino Miguel Benasayag, queste conducono a decisioni sbagliate. A non portare più frutto, ad appassire. Stare piantati saldamente nella casa del Signore significa in primo luogo avere fiducia, dire sì alla vita con le sue gioie e il suo male, accettare di sbagliare, e non aver paura di tornare indietro, ricominciare, contraddirsi, cercare una nuova strada. Fare ammissione di peccato, sicuri del perdono, da cui scaturiscono fiori e frutti.    

 

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