Consolare chi ci è accanto

Un giorno una parola – commento a I Tessalonicesi 5, 11

Poiché le vie del Signore sono rette; i giusti cammineranno per esse, ma i trasgressori vi cadranno
Osea 14, 9

Perciò, consolatevi a vicenda ed edificatevi gli uni gli altri, come d’altronde già fate
I Tessalonicesi 5, 11

«Qualcuno dovrebbe essere il tuo prossimo oggi, qualcuno che altrimenti non sarebbe nessuno, qualcuno che non può più credere, che si tormenta tra i dubbi […]» (L. Weingӓrtner). 

Quanto sono edificanti le parole dell’autore del pensiero che nel Lezionario Un giorno una parola viene proposto ad accompagnamento dei versetti suggeriti per la meditazione di oggi! Ci basterebbe qualche minuto da dedicare a chi vuole essere ascoltato/a, a chi sente il bisogno di condividere i suoi dubbi rispetto al proprio cammino di fede. A chi sta vivendo una profonda crisi esistenziale. Perché ignorare una richiesta d’aiuto, sia essa quasi impercettibile o grande? 

E perché non fermarsi anche dinanzi alla persona che viene considerata da molti come il più insignificante membro della società, uomo o donna che sia, e mettersi nei suoi panni anche se solo per qualche minuto? Questo tuo piccolo gesto potrebbe ridarle la dignità di essere vista e ascoltata. Considerata. Di essere considerata per quello che è: un essereumano, come te, prezioso agli occhi di Dio. Il tuo prossimo. È possibile che proprio oggi uno/a stia dinanzi a te e speri che tu lo/a possa vedere e riconoscere in lui/lei il tuo simile. Tuo fratello. Tua sorella. In Cristo.

«[…] Dovresti stare accanto a qualcuno oggi, dovresti avvicinarti a lui, quello che Gesù Cristo ha fatto con te» dice Weingӓrtner concludendo il suo pensiero. Cioè, imitare Cristo. Diventare imitatore del nostro Signore. Se non lo fai ancora, come già lo facevano i Tessalonicesi quando ricevettero la lettera dall’apostolo Paolo, o se hai smesso di farlo, oggi rifletti seriamente sull’emergenza di rivedere l’autenticità del tuo essere cristiano/a. 

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